articolo originale: https://www.mondoinsieme.it/blog/visti-anno-estero-guida/
Quando si pensa a uno scambio all’estero, di solito ci vengono in mente le cose belle: una nuova scuola, una famiglia ospitante, una lingua da imparare sul campo, amici da tutto il mondo.
Poi però arriva la parte meno instagrammabile… ma decisiva: il visto.
Ecco perché conviene parlarne subito: perché capire quale visto serve non è così immediato. Cambia tutto in base a dove vai, quanto resti, che tipo di programma fai (scuola pubblica? privata? trimestre? anno intero?), e spesso ci sono regole e documenti diversi da Paese a Paese.
Perché il visto è così importante?
In parole semplici: il visto è quello che ti permette di studiare (o lavorare) legalmente all’estero, senza rischiare problemi all’ingresso o durante il soggiorno.
In genere serve per:
-
frequentare una scuola o college “in regola”
-
restare oltre i classici 90 giorni da turista
-
avere accesso a servizi e tutele (assicurazione, sanità, trasporti…)
-
evitare guai con immigrazione (anche al rientro)
Quindi sì: può sembrare burocrazia noiosa, ma è uno di quei passaggi che se sbagli… può farti saltare tutto.
I visti più comuni: Paese per Paese (spiegati semplice)
🇺🇸 Stati Uniti: attenzione a J-1 e F-1 (sono diversi!)
Negli USA ci sono due visti principali per studenti delle superiori, e la differenza è enorme:
➡️ Visto J-1 (programma tradizionale)
È quello degli exchange culturali “classici”.
-
famiglia ospitante volontaria
-
scuola pubblica assegnata
-
niente scelta della zona
-
durata: semestre o anno
-
costi più contenuti
Di solito richiede il DS-2019 dell’organizzazione sponsor.
➡️ Visto F-1 (scuola privata / programma personalizzabile)
È il visto “vero e proprio” per studenti internazionali (vale anche per università).
-
puoi scegliere scuola, distretto e zona
-
boarding school o famiglie retribuite
-
programma molto personalizzabile
Di solito richiede il modulo I-20 emesso dalla scuola.
E piccola cosa curiosa ma utile: il J-1 non riguarda solo la scuola, ma anche altri scambi come Au Pair, Work&Travel, Internship, Training ecc., ognuno con regole diverse.
🇨🇦 Canada: Study Permit (se stai più di 6 mesi)
Se lo scambio dura oltre 6 mesi, in Canada serve lo Study Permit.
Per periodi brevi a volte basta eTA o visto turistico, ma dipende dal caso.
Occhio ai tempi: può metterci anche 8–12 settimane o più, quindi conviene muoversi molto prima.
🇬🇧 Regno Unito: dopo Brexit serve il visto
Qui tanti si confondono perché “una volta era facile”. Ora no: dopo la Brexit per studiare serve lo Student Visa, spesso nella forma di Child Student Visa (per minorenni).
Serve anche che la scuola sia accreditata e rilasci il documento chiamato CAS (Confirmation of Acceptance for Studies).
🇮🇪 Irlanda: una delle più semplici per partire
Qui la notizia bella: per studenti italiani non serve visto per frequentare scuole irlandesi.
Di solito basta:
-
carta d’identità o passaporto valido
-
documenti scolastici richiesti dal programma
E infatti l’Irlanda è spesso scelta proprio perché “snella” come procedure.
🇦🇺 Australia: Student Visa Subclass 500
Se vuoi l’Australia, per studiare serve il Visto 500.
Richiede:
-
COE (iscrizione confermata)
-
assicurazione OSHC
-
disponibilità economica
-
documenti dei genitori per minori
I tempi possono variare parecchio: da circa 4 a 12 settimane.
🇯🇵 Giappone: molto preciso (ma veloce se hai il COE)
Il Giappone tende a essere pignolo coi documenti, però con un passaggio chiave la procedura si accelera: il COE (Certificate of Eligibility).
Una volta ottenuto il COE, spesso il visto arriva in pochi giorni.
“Ok ma quindi… cosa mi serve in generale?”
Ogni Paese fa storia a sé, però la base è quasi sempre questa:
-
passaporto (con validità abbastanza lunga)
-
documenti della scuola ospitante
-
autorizzazioni dei genitori se minorenne
-
assicurazione sanitaria
-
prova di fondi economici (estratti conto ecc.)
-
ricevuta pagamento della tassa del visto
E attenzione: presentarsi senza i documenti giusti può voler dire anche non partire proprio (rifiuto del visto o problemi all’imbarco).
Quando bisogna iniziare?
Qui poche storie: prima è, meglio è.
Il consiglio generale che viene dato per esperienze come anno o trimestre all’estero è:
👉 iniziare almeno 6–10 mesi prima della partenza.
Questo non vuol dire che “ci vogliono dieci mesi” per fare un visto, ma che tra appuntamenti, documenti, traduzioni e tempi di risposta… rischi di farti fregare dal calendario.
E se il visto viene rifiutato?
È raro nei programmi di scambio ben strutturati, però può succedere.
Di solito per:
-
documenti incompleti
-
fondi insufficienti
-
errori o dati discordanti
-
richiesta fatta troppo tardi
Quindi l’approccio più intelligente è uno: non improvvisare e farti seguire se non sai da dove partire.
Bonus: borse di studio e opportunità (da tenere d’occhio)
Se l’idea dell’anno all’estero ti piace ma ti spaventa la spesa, vale la pena informarsi su bandi e aiuti economici.
Ad esempio vengono segnalate agevolazioni legate a Borse di Studio ITACA INPS 2026/27, che per molte famiglie sono decisive per rendere possibile l’esperienza.
In poche parole
Il visto non è la parte “bella” dello scambio, però è quella che ti permette di viverlo senza ansia e senza problemi.
Se stai pensando a partire (per un trimestre, un semestre o un anno), il consiglio è semplice:
✅ scegli la meta
✅ controlla subito che visto serve
✅ muoviti con largo anticipo