Ti trovi in: Home -
 

Home

 

Brera incontra il Puškin Collezionismo russo tra Renoir e Matisse
locandina mostra

Brera incontra il Puškin Collezionismo russo tra Renoir e Matisse

una eccezionale sequenza di capolavori di Cézanne, Gauguin, Monet, Matisse,
Renoir, Picasso, Rousseau e Van Gogh dalle collezioni del Museo Statale
delle Belle Arti “A.S. Puškin” di Mosca, celebra lo straordinario incontro di
due grandi musei del XIX secolo in occasione dell’Anno della Cultura
Italia-Russia.

Sede: Pinacoteca di Brera, Milano
Date della mostra: 11 novembre 2011 – 5 febbraio 2012
Orari: dal martedì alla domenica, dalle ore 8.30 alle 19.15
(la biglietteria chiude 45 minuti prima)
Chiuso lunedì, 1 gennaio, 25 dicembre
www.brera.beniculturali.it www.mondomostre.it

Ingresso: biglietto ordinario di ingresso al museo + 5 € ingresso alla mostra

L’esposizione promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Soprintendenza
per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Milano, il Ministero della Cultura e dei
Media della Federazione Russa e il Museo Puškin è curata da Sandrina Bandera e Irina
Antonova ed è in reciprocità della mostra su Caravaggio che lo Stato Italiano presenterà al
Puškin a partire dal 22 novembre 2011: come per la mostra di Caravaggio è una mostra da
record, con un valore assicurativo delle opere, per la maggior parte mai viste a Milano, di
ben oltre un miliardo di dollari.

Tutte le opere in mostra provengono dalle prestigiose collezioni Sergei Šcukin e Ivan
Morozov, i due collezionisti russi che agli albori del Novecento diventano, con la loro
passione per l’arte, testimoni di tutte quelle novità e stimoli che hanno caratterizzato
l’Europa a cavallo dei due secoli: le esposizioni universali, l’affermazione della fotografia,
la pittura en plein air,i Salon e i caffè parigini, lo studio della forma estrema e del colore
puro.
Grandi mercanti e viaggiatori, i collezionisti Šcukin e Morozov, in anni diversi, divennero
i migliori clienti delle più importanti gallerie di Parigi, come Druet, Durand-Ruel,
Kahnweiler, Vollard; in mostra è proprio lo splendido Ritratto di Ambroise Vollard, una
delle migliori opere della seconda fase cubista di Picasso, che Ivan Morozov acquistò a
Parigi; lo stesso Vollard che definì Morozov “un russo che non contratta!”, non perché
agisse affrettatamente, ma piuttosto perché mosso da sincera passione. “Arrivati a Parigi
scendevano dal treno ed erano già nelle botteghe, davanti ai loro occhi sfilavano tele come episodi di un film, tornavano a Mosca senza aver visto altro”. (Felix Féneon – direttore della
Galleria Bernheim-Jeune).

Amici personali di molti artisti, acquistavano quadri che non interessavano né
collezionisti né i musei, seguendo ognuno i propri gusti e la propria indole. “Quando
Morozov si recava da Ambroise Vollard – racconta Matisse – diceva: ‘Voglio vedere un bellissimo
Cézanne’. Šcukin invece chiedeva che gli mostrassero tutti i Cézanne che erano in vendita e faceva
lui la sua scelta”. Come tutti i grandi mecenati non si limitarono solo ad acquistare ma
arrivarono anche a commissionare quadri per essere ancor più partecipi nel grande gioco
dell’arte. Šcukin era diventato patron di Matisse, con ben 37 quadri del pittore nella sua
collezione, e l’unione tra l’artista e il collezionista fu la condizione delle comparsa di molte
opere eccezionali. Il formarsi del gusto del collezionista venne determinato certamente
dalla sua attenzione per l’arte contemporanea ma svolse un ruolo importante lo stretto
contatto con Matisse, che a sua volta divenne l’artista più “šcukiniano” di tutti, ne sono un
esempio i famosissimi Pesci rossi in mostra, dipinto nel 1911 subito dopo un soggiorno a
Mosca. Nella casa moscovita di Šcukin le tele di Matisse erano esposte nel salone centrale
secondo la disposizione decisa dallo stesso artista.

La vasta collezione šcukiniana dei Picasso, oltre cinquanta tele, era costituita per lo più da
opere del periodo cubista, in mostra un capolavoro assoluto, La Regina Isabeau.A
presentare Picasso al patron russo fu lo stesso Matisse che condusse Šcukin a casa del
pittore, al Bateau-Lavoir, nel settembre 1908. Fernande Olivier, allora compagna di
Picasso, nelle sue memorie descrive Šcukin come “un uomo di bassa statura, palliduccio, con
una gran testa e un volto simile a quello di un maiale. La forte balbuzie lo faceva soffrire, faticava a
spiegarsi (…) Acquistò due tele pagando somme di denaro molto grosse e da quel momento divenne
cliente affezionato”. La descrizione è probabilmente legata alla caricatura schizzata da
Picasso, in cui Šcukin è presentato in sembianze di porco. Il tono caricaturale viene
motivato da alcuni studiosi con le speranze, allora deluse dell’artista, che il collezionista
moscovita acquistasse un numero maggiore di suoi quadri. La delusione molto presto
svanì e i due strinsero un rapporto fortissimo “Parlando di Picasso, Šcukin non diceva che i
suoi lavori gli suscitassero entusiasmo o che fosse il migliore di tutti, no, diceva che Picasso si era
impossessato di lui, proprio come un’ipnosi o un sortilegio”. (Nikolai Preobrazenkij)

I successi più straordinari del collezionismo dei due mercanti sono legati ad alcuni quadri
in particolare: in mostra lo splendido Boulevard des Capucinnes di Monet, che segnò la
svolta nel 1907 per Ivan Morozov che d’ora in poi avrebbe agito tanto in grande da
superare talvolta lo stesso Šcukin. Ivan Morozov spendeva negli acquisti di dipinti
francesi da 200 a 300 mila franchi all’anno, che equivalgono ai nostri 750 mila euro/un
milione e 125 mila euro, e in quindici anni riuscì a raccogliere oltre duecento opere
attraverso le quali è possibile leggere l’evoluzione della pittura francese moderna.

E poi ancora, i tre Cézanne Pierrot e Arlecchino, Acquedotto, acquistati nel 1904 da Šcukin

– il primo in Russia ad avere un Cézanne – e il Ponte sulla Marna a Creteil scelto da
Morozov nella Galleria Vollard nel 1911. E Ehaiha Ohipa, altro capolavoro della sensuale
ed esotica pittura del periodo tahitiano di Gauguin acquistato da Morozov nel 1907, e la
Vista del ponte Sèvres del Doganiere Rousseau mai finora esposto in Italia.

A Brera ad essere raccontata, per capolavori, è quindi la storia eterna della fascinazione
dell’arte, delle passioni, dell’emozione che l’opera d’arte – quando è veramente tale -sa
dare a chi la crea, a chi l’acquista e a chi, semplicemente, l’ammira.

Elenco opere

Claude Monet, Il carnevale al Boulevard des Capucines, 1873
Mosca, Museo Puškin

Pierre Auguste Renoir, La pergola (Au Jardin du Moulin de la Galette), 1876
Mosca, Museo Puškin

Paul Cézanne, Pierrot e Arlecchino (Carnevale). 1888
Mosca, Museo Puškin

Vincent Van Gogh, La ronda dei carcerati, 1890
Mosca, Museo Puškin

Jean François Raffaëlli, Boulevard Saint Michel, 1890
Mosca, Museo Puškin

Paul Gauguin, “Aha Oe Feii?” (Come, sei gelosa?), 1892
Mosca, Museo Puškin

Paul Cézanne, Le riva della Marna. (Il ponte sulla Marna a Creteil) 1888-1895

Mosca, Museo Puškin

Alfred Sisley, Radura nel bosco a Fontainebleau, 1885
Mosca, Museo Puškin

Paul Gauguin, Eiaha Ohipa (Tahitiani in una stanza. “Non lavorare!”), 1896
Mosca, Museo Puškin

Claude Monet, Ninfee bianche, 1899
Mosca, Museo Puškin

Camille Pissarro, Avenue de l’Opéra a Parigi. Effetto della neve. Mattino, 1898
Mosca, Museo Puškin

Paul Cézanne, Acquedotto, 1886
Mosca, Museo Puškin

Henri Rousseau, Veduta del ponte di Sèvres, 1908
Mosca, Museo Puškin

Pablo Picasso, La Regina Isabeau, 1909
Mosca, Museo Puškin


Pablo Picasso, Ritratto di Ambroise Vollard, 1910
Mosca, Museo Puškin

Andre Derain, La vecchia città di Cagnes (Il castello), 1910
Mosca, Museo Puškin

Henri Matisse, Pesci rossi, 1911
Mosca, Museo Puškin


 
Invia l'articolo ad un amico.
 
 
Sito web realizzato da Ariadne e Hal Service
Content Management System ACM - Ariadne Content Manager
Bookmark and Share
Valid CSS! - Valid XHTML 1.0 Strict