
RUBENS A COMO Villa Olmo - via Cantoni 1
a cura di Sergio Gaddi e Renate Trnek
Le sale della settecentesca Villa Olmo si aprono dal 27 marzo al 25 luglio 2010 al genio di PIETER PAUL RUBENS (Siegen, 28 giugno 1577 Anversa, 30 maggio 1640), maestro del Barocco.
ORARI
da martedì a giovedì: 9 -20
da venerdì a domenica: 9 -22
(la biglietteria chiude unora prima)
lunedì chiuso
BIGLIETTI
Intero: 9
Ridotto: 7 (visitatori oltre 65 anni e tra 6 e 18 anni, universitari fino a 26 anni, gruppi di almeno 25 persone con ingresso gratuito per laccompagnatore, categorie convenzionate)
Ridotto scuole: 5 (gruppi scolastici di almeno 25 persone con ingresso gratuito per due accompagnatori)
Gratuito: bambini fino a 6 anni, disabili con accompagnatore
Biglietteria on line: www.ticket.it www.ticketone.it
Il percorso espositivo studiato da Sergio Gaddi per le nove sale di Villa Olmo, si snoda attraverso i temi caratteristici della pittura di Rubens, come i soggetti sacri, i riferimenti alla storia e al mito, e contempla alcuni dei maggiori capolavori del maestro fiammingo.
Tra questi, le Tre Grazie (1620-1624), vero manifesto dellideale bellezza femminile del tempo e che Rubens rappresenta sul modello del gruppo scultoreo ellenistico ritrovato a Roma nel XV secolo. Rubens dipinse il motivo delle Tre Grazie diverse volte, come soggetto singolo o inserito in un contesto più ampio. In questo caso, i tre personaggi femminili sono impersonati nelle figure delle dee greche delle stagioni, vestite solo di un leggerissimo velo, che reggono un cesto di fiori, donando loro uno straordinario movimento circolare e un naturale ed elegante intreccio di braccia e di mani.
Borea rapisce Orizia (1615), vigoroso capolavoro e immagine guida della mostra, rappresenta il rapimento, narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, della ninfa Orizia, da parte del barbuto e alato Borea, personificazione del vento del nord. Rubens fonde i due corpi in un avvolgente e fluttuante abbraccio, catturando il momento di transizione che dalla paura e violenza del rapimento conduce a unestasi di amore e fantasia. Il corpo di Orizia, come quello di tutte le figure femminili di Rubens, è reso con un incarnato talmente realistico e vivo da far domandare a Guido Reni: Ma questo pittore mescola il sangue ai colori?
Due opere di straordinaria importanza presenti in mostra sono La circoncisione di Cristo (1605), che risponde a precise indicazioni iconografiche dettate dalla Controriforma di espressione chiara ed immediata di partecipazione al sentimento religioso, e la Madonna della Vallicella (1608) - forse la commessa di maggior prestigio che lartista ricevette in Italia - due modelli per le pale daltare della Chiesa dei Gesuiti a Genova e di Santa Maria della Vallicella a Roma, dove limpostazione teatrale della luce e latmosfera cromatica rivelano linflusso dei grandi pittori veneziani del Cinquecento, che Rubens aveva studiato durante il suo soggiorno a Venezia del 1600.
Limponente dipinto Il satiro sognante, una delle opere più insolite del maestro fiammingo, realizzata tra il 1610 e il 1612 poco dopo il suo ritorno in Italia, colpisce, oltre che per la sua allegorica sensualità, per larchitettura della composizione che contrappone il gruppo composto da Bacco, dal satiro ubriaco e dalla Menade, a una traboccante natura morta, composta da un prezioso vasellame dorato e da una ricca serie di calici e coppe.
Unassoluta rarità è Il giudizio di Paride (1605-1608), una delle sole quattro opere che Rubens realizza su tavola di rame, supporto inconsueto per un tema ricorrente nella sua pittura, più volte ripreso fino al famoso quadro del 1638-39 commissionato dal re di Spagna Filippo IV, ora al Prado di Madrid. È questo uno dei più incantevoli poemi dipinti da Rubens, in cui tutto, dallinsieme della composizione, alle figure al paesaggio, al cielo che le sovrasta, si risolve nel colore e nella pittura stesa con pennellate fluide, fondendo in un unicum indissolubile sia le figure che lambiente che le circonda. Il dipinto raffigura la competizione tra le dee Giunone, Minerva e Venere per il titolo di donna più bella dellOlimpo, giudicate da Paride.
Particolarmente significative sono le due grandi tele che raffigurano Vittoria e Virtù e Il trofeo di armi, appartenenti al ciclo che Rubens dedicò al console romano Publio Decio Mure (1616-1617). Il tema dei quadri è ispirato alle vicende delleroico condottiero vissuto nel IV secolo a.C., la cui storia è stata tramandata da Tito Livio. Le grandi imprese hanno sempre stimolato lartista, tanto da fargli dire, in una lettera del 1621 indirizzata a William Trumbull: Confesso che una dote innata mi ha chiamato a eseguire grandi opere piuttosto che piccole curiosità. Ciascuno ha la sua maniera. Il mio talento è di siffatta guisa che nessuna impresa, per quanto grande e multiforme nelloggetto, potrà sormontare la fiducia che ripongo in me stesso.
Di notevole valore storico, oltre che artistico, la serie dei piccoli oli su tavola di soggetto sacro, dipinti da Rubens come modelli preparatori per i 39 dipinti commissionatigli nel 1620 per i soffitti della chiesa dei Gesuiti di Anversa, opere che andarono poi distrutte dallincendio della chiesa del 1718. La costruzione pittorica di particolare dinamismo e la prospettiva dal basso verso lalto testimoniano la suggestione di Paolo Veronese esercitata sulla fantasia di Rubens. In questi preziosi lavori preparatori sopravvissuti è possibile incontrare più che mai la mano autografa dellartista, che realizzava personalmente i bozzetti affidandosi poi alla collaborazione della bottega per il perfezionamento dellopera finale.
Accanto a questi capolavori di Rubens, la mostra di Villa Olmo propone 40 tele realizzate da pittori fiamminghi della sua cerchia, in particolare di Anton Van Dyck, amico del maestro e certamente lallievo di maggior talento di cui è presente, tra gli altri, il famoso Autoritratto giovanile e lo splendido Ritratto in armi del giovane principe - oltre che opere di Jacob Jordaens, Gaspar de Crayer e Theodor Thulden.
Tra i fiamminghi spiccano, per particolare pregio e minuzia del dettaglio, le nature morte di Pieter Boel, Jan Fyt e Jan De Heem in cui è possibile incontrare quella commistione di naturalismo, esotismo e artificialità tipica delle raccolte nobiliari delle kunstkammern tanto di moda nei Paesi Bassi del XVII secolo. È il caso di Natura morta con mappamondo, tappeto e cacatua di Pieter Boel o Natura morta con frutta e scimmia di Jan Fyt o ancora la sontuosa Natura morta con pappagallo di Jan Davidsz de Heem. Una variante della natura morta, molto apprezzata nelle Fiandre intorno alla metà del Seicento è quella delle scene di cacciagione, ben rappresentate in mostra da opere come Il pavone bianco di Jan Weenix (1693), o le due Natura morta con cacciagione, rispettivamente di Jan Fyt e Melchior Hondecoeter.
Don Chisciotte, cavaliere del Barocco è il nuovo progetto teatrale, a cura di Teatro in Mostra di Como, regia di Eleonora Moro, che anche questanno si affianca allesposizione come evento parallelo di approfondimento didattico per indagare i legami tra Rubens e lepoca barocca.
Catalogo Silvana Editoriale.
CATALOGO
Silvana Editoriale www.silvanaeditoriale.it
VISITE E ATTIVITA PER ADULTI
Visita guidata (fino a 25 persone): 100
Teatro in mostra (ingresso singolo, con un minimo 20 iscritti su prenotazione): 5
Teatro in mostra, calendario repliche straordinarie: 9 aprile, 24 aprile, 22 maggio, 19 giugno, 10 luglio ore 21
VISITE E ATTIVITA PER LE SCUOLE
Visita guidata (fino a 25 persone): 50
Visita guidata + laboratorio didattico (fino a 25 persone): 70
Laboratorio didattico (ingresso singolo, senza visita guidata): 2
Teatro in mostra (ingresso singolo, con un minimo di 20 iscritti su prenotazione): 3
SERVIZI
Servizio audioguide
Audioguide speciali (kids tour) per bambini
Guardaroba gratuito obbligatorio
Ristorante e bar nel parco di Villa Olmo
Collegamento navetta via lago a/r da piazza Cavour, tutti i sabati e festivi
Accesso e servizi per disabili
APERTURE SPECIALI FESTIVITA
4, 5 e 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno: orario 9 - 22
PASS DELLA CULTURA
Il biglietto della mostra permette lingresso gratuito illimitato fino al 25 luglio 2010 nei musei cittadini:
Museo Archeologico Giovio, piazza Medaglie dOro, 1
Museo Storico Garibaldi, piazza Medaglie dOro, 1
Museo didattico della Seta, via Castelnuovo, 9
Pinacoteca Civica, via Diaz, 84
Tempio Voltiano, Lungo Lario Marconi
Orari musei
martedì, giovedì, venerdì e sabato: 9.30 - 12.30, 14.00 - 17.00
mercoledì: 9.30 - 17.00 - domenica: 10.00 - 13.00; lunedì chiuso
Orari Museo didattico della Seta
da martedì a venerdì: 9 -12, 15 -18
Orari Tempio Voltiano
da martedì a domenica: 10.00 - 12.00, 15.00 - 18.00 ; lunedì chiuso
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Ufficio gruppi e info: tel 031 571979 fax 031 3385561 - Infoline 24h: tel 02 54916
http://www.grandimostrecomo.it