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LAYOUT - rassegna
LAYOUT - rassegna locandina

Si chiama “Layout – nuove idee per lo spettacolo” ed è una rassegna dedicata al teatro e alla danza contemporanea, che si svolgerà tra il 19 febbraio e il 4 maggio 2010 nei comuni di Biella, Vigliano Biellese e Tollegno. La rassegna è organizzata dalla Fondazione Circuito Teatrale del Piemonte e da Il Mercato dei Sogni.

Il programma di Layout prevede sei spettacoli, con alcune delle compagnie selezionate nell’ambito di Carta Bianca (edizione 2009), un progetto di cooperazione transfrontaliera promosso dall’Espace Malraux Scene Nationale di Chambery e dal Festival delle Colline Torinesi.

BIGLIETTI:
intero 10€
ridotto 8€*

*Riservato ai giovani fino a 25 anni, ai possessori Card Circuito Ridotto e ai RESIDENTI DEI COMUNI IN CUI SI SVOLGERANNO GLI SPETTACOLI


MODALITA' D'ACQUISTO BIGLIETTI
presso la biglietteria dei teatri il giorno di spettacolo dalle ore 20.00


INFOLINE:
393.0343809
info@mdscoop.com
www.fondazionectp.it


I LUOGHI DELLA RASSEGNA:
-Palazzo Ferrero - R.M. Arte Transitiva di Stalker teatro
C.so del Piazzo 25, Biella
-Cittadellarte - Fondazione Pistoletto
Via Serralunga27, Biella
- Teatro Erios
Via Q. Sella 57, Vigliano Biellese (BI)
- Teatro Felix
Via Piave 1, Tollegno (BI)

Sabato 20 marzo 2010 (Teatro Erios – Vigliano Biellese)

INRI

di e con Stefano Mazzotta e Emanuele Sciannamea

TEATROFFICINA ZEROGRAMMI

in coproduzione con il FESTIVAL ORIENTE OCCIDENTE/LA PIATTAFORMA COREOGRAFICA

e con il sostegno della REGIONE PIEMONTE

INRI è un progetto per 2 attori-danzatori. Dopo il lavoro sui testi di Beckett da cui ha preso vita lo spettacolo “Zerogrammi”, ci piace poter perseguire le stesse finalità di leggera poesia anche in questa nuova creazione, il cui tema troviamo estremamente delicato tanto quanto ricco di spunti coreografici: la pratica della fede nella religione cattolica.

I personaggi di questo nostro racconto, i cui colori sono ancora una volta grotteschi, paradossali, improbabili pur nella loro veridicità, si muovono sulla scena in un percorso temporale che emula quello di una liturgia. A questo proposito le nostre origini meridionali rappresentano una inesauribile fonte di suggerimenti. Il meridione, dove così facilmente il sacro si mescola al profano, racconta di una religione che profuma di mandarini sui presepi, che risuona di bolero nelle piazze dopo le sacre processioni, una religione di docili vecchiette rosario-munite ancora bardate in nero, il cui Dio, dopo la benedizione nel luogo imputato, le raggiunge tra le cose domestiche. La liturgia, nei modi, nei segni che si ripetono, nelle intonazioni, diventa danza di mani giunte e ginocchia gonfie, canto di preghiere imparate a memoria in latino, fruibili nelle più goffe reinterpretazioni. I gesti e i suoni del rito rimangono detti a metà, per il timore di sbagliare, di peccare, in una teologia dove si mettono le mani in avanti prima che il peccato, sempre nascosto surrettizio dietro l’angolo, ci si stampi in faccia. (S. Mazzotta)



Giovedì 1aprile (Teatro Felix – Tollegno)

DITTICO

progetto e coreografia di Ambra Senatore

luci Fausto Bonvini

con Ambra Senatore

Artista del Progetto CARTABIANCA

Vincitrice Premio Equilibrio 2009



Altro piccolo progetto domestico*

Produzione ALDES, Festival Interplay. / Durata: 20 minuti.

La preparazione di una ricetta dà il tempo all’azione. Una donna abita uno spazio domestico; cerca l’incontro giocando a citare ed infrangere modelli stereotipati di bellezza.

Presento piccoli atti raccolti dalla vita di tutti i giorni, spostandoli dalla loro possibilità di essere narrativi per traslarli su un piano più ambiguo e surreale. Il gioco scenico è insieme intimo e pieno di complicità diretta verso gli spettatori che svela con ironia la finzione teatrale.

EDA-solo*

Produzione Danse à Lille, Junge Hunde/Sosta Palmizi. / Durata: 25 minuti.

Eda, una donna a me vicina, è il pretesto, pieno di affetto e di interrogativi per un percorso, centrato sulla frustrazione e sulla tensione al suo superamento, che mi conduce a portare in scena un personaggio di cui vesto i panni e dal quale a tratti prendo una distanza: è una donna in situazioni al limite del surreale, tra solitudine, anelito al riconoscimento da parte dell’altro, compressione, esplosione, tenerezza, inquietudine e desiderio di leggerezza. Due quadri autonomi di un dittico che esplora, con il corpo, l’intimità della solitudine e il desiderio, spesso maldestro, di incontrare l’altro.



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