Il presupposto che ha dato vita a The Art of Games. Nuove frontiere fra gioco e bellezza è rendere la game art un soggetto da mostra, chiarendo gli aspetti della produzione di un videogioco e mostrando lalto livello artistico richiesto nei diversi momenti della sua realizzazione: dai pochi secondi necessari allo schizzo di un concept allo sviluppo in 3D di interi scenari e soggetti, studiando fin nei dettagli i particolari storici e situazionali. È questa la prima esposizione internazionale a riunire alcuni tra i maggiori artisti di videogiochi in un progetto dal carattere storico- scientifico ed estetico, dove vengono presentati soggetti e prospettive inediti, tracciando un nuovo modo di guardare all'arte e alla sua fruizione secondo canoni non tradizionali. Le opere selezionate per questo evento sono circa 100, tra cui supporti multimediali, sezioni di approfondimento, schizzi originali e dimostrazioni di speedpainting. Il pubblico verrà coinvolto attraverso percorsi con postazioni complete di console e di demo di videogames, utili per vedere in azione il prodotto finale, lo stile e come si traduce il contributo di un singolo artista nell'insieme di un progetto che coinvolge così tanti fondi e persone. I diversi ambiti artistici, la fantasia e la tecnica utilizzati possono riportare alla mente lorganizzazione del lavoro nel Cinquecento, ricreando una vision generale da bottega globale. Lopera unitaria del game viene, infatti, creata da vari artisti, proprio come in passato più artigiani e operatori erano coinvolti nella realizzazione del maestro, poiché specializzati in specifici soggetti o tecniche. Tra gli esempi in mostra dei games più importanti del momento figurano Lost, Star Wars, Quake, Devil May Cry, Iron Man, Sean White, Mist, Prince of Persia, Assassin's Creed, Deus Ex, Tomb Raider. Ad arricchire ulteriormente levento espositivo è la sezione Ispirazioni incrociate, ovvero un confronto tra le fotografie dei più significativi beni culturali valdostani e le opere di game art da questi ispirati. L'accostamento degli affreschi cortesi, Santi e Cavalieri del passato, ai nuovi eroi dei videogiochi, delle architetture dei beni monumentali valdostani a quelle fantastiche tipiche dei giochi multimediali, permette di realizzare un percorso che dal reale rimanda al virtuale e viceversa, creando un momento originale di valorizzazione del contesto culturale locale. Le ricchezze archeologiche e monumentali valdostane costituiscono così un palcoscenico, collegamento tra passato e futuro, per le installazioni presentate in mostra.
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